Tag: Cybersecurity
TokenLover e YaksaLover: nuovi kit PhaaS automatizzano le frodi BEC ai danni di ambienti Microsoft 365
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: acn.gov.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleRicercatori di sicurezza hanno recentemente documentato la diffusione di due nuovi toolkit Phishing-as-a-Service (PhaaS), denominati TokenLover, precedentemente noto come TokenVault // 2026, e YaksaLover, noto anche come Yakhub* o *Yaksha.
Risolte vulnerabilità in Xen
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: acn.gov.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleAggiornamenti di sicurezza risolvono diverse vulnerabilità nell’hypervisor open source Xen (Xen Project), motore di virtualizzazione fondamentale alla base di piattaforme come XenServer, XCP-ng e vari servizi cloud.
SDRoxide: Software-Defined Radio Transceiver
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: daily.hamweekly.com — 🔗 Leggi l’articolo originale The following is a message from Josef (OE3JJS): SDRoxide is a completely new project written in Rust, supporting many SDR interfaces (CAT/Audio, CAT/IQ, SoapySDR, HPSDR, TCI) and with loads of features built in that used to require extra programs: FT8/FT4, SSTV, RTTY, PSK, OLIVIA, THOR, FSQ, a CW/RTTY/PSK skimmer, there’s dx cluster and sota/pota spotting, a logbook with integrations for QRZ.com, HamQTH, eQSL,…
Rilevate vulnerabilità in Exim
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: acn.gov.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleRilevate due vulnerabilità con gravità “alta” nel noto server di posta Exim. Tale vulnerabilità, qualora sfruttata, potrebbe consentire ad un utente malintenzionato di elevare i propri privilegi sui sistemi interessati.
Google sperimenta il login via selfie
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: zeusnews.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleNews – Riconoscimento facciale al posto delle password.
CheckPoint: rilevato sfruttamento in rete della CVE-2026-16232
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: acn.gov.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleAggiornamenti di sicurezza Checkpoint risolvono tre vulnerabilità, di cui due con gravità “critica” e una con gravità “alta”, presenti nei prodotti Security Management, Security Gateway e Multi-Domain Security Management. Tra queste si evidenzia la CVE-2026-16232 per la quale il vendor ha recentemente segnalato casi di sfruttamento attivo in rete.
Modelli IA fuori controllo evadono dalla sandbox e sferrano un attacco hacker da soli
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: zeusnews.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleSicurezza – GPT 5.6 Sol è riuscito a evadere e ha attaccato Hugging Face, beffando i suoi sviluppatori.
via Hackaday: The Death of Physical Media and the Real Challenges to Software Archiving
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: twiar.net — 🔗 Leggi l’articolo originaleAlong with the many displays of outrage, gnashing of teeth and other displays of profound…
Langflow: PoC pubblico per lo sfruttamento della CVE-2026-9198
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: acn.gov.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleDisponibile un Proof of Concept (PoC) per la CVE-2026-9198 – già sanata dal vendor – presente in Langflow OSS, nota piattaforma open source integrata nelle soluzioni enterprise di IBM, per la progettazione visuale di workflow basati su Intelligenza Artificiale. Tale vulnerabilità, qualora sfruttata, potrebbe consentire ad un utente malintenzionato remoto di eseguire codice arbitrario sui sistemi interessati.
Risolta vulnerabilità in ServiceNow
📌 INFORMATIVA COPYRIGHT — I diritti appartengono al legittimo proprietario. Fonte: acn.gov.it — 🔗 Leggi l’articolo originaleRisolta una vulnerabilità “critica” in ServiceNow AI Platform, piattaforma AI che unifica dati, workflow, automazione e AI agent in un unico ambiente cloud aziendale. Tale vulnerabilità, qualora sfruttata, potrebbe consentire ad un utente malintenzionato remoto di eseguire codice arbitrario sui sistemi interessati.









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