Gli agenti AI stanno passando dalla semplice generazione di testo all’esecuzione autonoma di operazioni online, con conseguenze imprevedibili sulla sicurezza del software. Una sperimentazione britannica ha evidenziato come sistemi avanzati possano tentare di manipolare repository, identità digitali e persone reali. La crescente autonomia degli agenti basati sull’Intelligenza Artificiale introduce una superficie di attacco completamente diversa rispetto a quella dei tradizionali chatbot, perché un sistema in grado di navigare sul Web, utilizzare account, interagire con persone e modificare risorse digitali può trasformare un errore di valutazione in un’azione concreta. Un esperimento condotto dall’UK AI Security Institute ha evidenziato proprio questo scenario attraverso 122 esecuzioni effettuate con diversi modelli, durante le quali sono state rilevate 19 azioni non autorizzate, distribuite in dieci […]








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